giovedì 31 marzo 2011

newsphoto

Link interessanti :


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Letizia







lunedì 28 marzo 2011

venerdì 25 marzo 2011

Vita Quotidiana

Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi. (Richard Avedon)


Letizia



















venerdì 18 marzo 2011

LEZIONE n° 3 . Inquadratura .

Nella fotografia, uno dei ruoli principali va ovviamente assegnato all'inquadratura.




Il fotografo sa che la regola fondamentale è non farsi prendere dall'automatismo di posizionare il soggetto al centro del mirino, ma scegliere un'inquadratura capace di dare equilibrio all'immagine.
Inquadrare, infatti, significa creare una sorta di "quadro" che rappresenti una porzione di realtà.

L'approccio migliore verso una giusta inquadratura può essere riassunto con una sola parola: equilibrio. Equilibrio, che non vuol dire assolutamente simmetria, ma armonica disposizione degli elementi.
A partire dal formato dell'immagine, che non è quadrato, ma rettangolare con i due lati in rapporto 2:3 tra loro. Non è un caso: la forma rettangolare è più adatta a descrivere il nostro mondo e il punto di vista dell'essere umano, il cui campo visivo è sviluppato orizzontalmente.
Una delle sfide più spettacolari nel mondo della fotografia è infatti riuscire a inquadrare bene un soggetto apparentemente banale, facendolo risultare in fotografia incredibilmente bello, grazie ad un'inquadratura indovinata e ad hoc.

L'occhio umano (o meglio il nostro cervello) riesce a concentrarsi su un oggetto per volta. è bene che inquadrando si scelga quale deve essere il soggetto dominante, quello che dovrà diventare il centro di interesse dell'immagine. Una persona, un albero, l'incrocio di due strade: di qualunque cosa si tratti, è bene posizionarla nel posto giusto all'interno del quadro. Per fare questo può essere utile seguire la regola dei "terzi": basta dividere idealmente ogni lato del quadro a un terzo e a due terzi della sua lunghezza, tracciando di fatto un reticolo di nove rettangoli uguali, come in figura. I punti di intersezione di questi segmenti (in rosso nella figura) sono le posizioni ideali per sistemare i centri di interesse; le linee poste a un terzo e due terzi di ogni lato sono le linee di forza lungo le quali è bene posizionare gli elementi forti dell'immagine.


Questo vuol dire che il soggetto posto al centro dell'immagine è sbagliato? Ovvio che no, ma risulta molto banale e tende a interessare poco l'occhio che non vi trova nulla di seducente. Insomma, la simmetria è ordine e non colpisce.

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Trucchi e Regole.

Il troppo stroppia. Non c'è nulla di peggio che cercare di sistemare troppi soggetti nella stessa foto e non avere dei punti che attirano l'attenzione o delle linee dominanti: l'immagine rischia di diventare confusa, insulsa e senza equilibrio. Molte volte, quindi è bene restringere il quadro e cercare di catturare solo particolari significativi; oppure cercare soggetti che risultino più semplici e meno compositi, ma di evidente leggibilità.
L'eccezione conferma la regola. Ci sono situazioni in cui la regola dei terzi perde potenza e si predilge una simmetria netta e precisa. Questo è il caso dei riflessi : acqua, mare, laghi ecc.



Il contorno che aiuta. Un ruolo fondamentale nel bilanciamento del quadro può essere svolto da elementi secondari rispetto al soggetto ritratto, ma collocati in primo piano, posti su un lato e solo parzialmente compresi nell'immagine. Esempio pratico: ritratto mezzo busto, persona si appoggia di  lato ad un muro o altro.



venerdì 11 marzo 2011

Concorso fotografico " Facci-One " @ CSF, Fucecchio City

La fotografia da portare in concorso: un primo piano ( o piano americano ) di una persona ritratta nella sua espressione più rappresentativa.
Saranno valutati i canoni del ritratto in quanto tale, in quanto racconto del personaggio, di estrapolazione del carattere attraverso la raffigurazione della faccia del soggetto.









Letizia G.

martedì 8 marzo 2011

LEZIONE n° 2 . La Macrofotografia

La macrofotografia è una tecnica fotografica che consente di produrre un'immagine molto più grande del soggetto reale, permettendo di ottenere, tramite forti rapporti di ingrandimento, immagini di soggetti molto piccoli.
Macrofotografia significa fotografare un oggetto ingrandendo la sua immagine sul fotogramma, proiettando dall'obbiettivo sul sensore un'immagine tale e quale a quella che si potrebbe osservare servendosi di una lente di ingrandimento.
Spesso e volentieri nella pratica comune viene etichettata come "macro" anche una semplice foto di un piccolo oggetto come un fiore, un particolare di una persona o di qualcosa, anche se in questo caso è giusto intenderla come fotografia a distanza ravvicinata, ossia il "close-up".
Sia per il close-up che per la macro è molto importante l'attrezzatura, tuttavia esistono degli accorgimenti e delle tecniche che permettono di ottenere ottimi risultati, ripagando l'autore con foto che mostrano il soggetto in modo inconsueto quanto spettacolare.

Attenzione al flash .
Il flash incorporato nelle fotocamere è calibrato per dare la giusta luce a soggetti posti a media distanza, non ravvicinati come nella macro. Inoltre una così poca distanza cra ombre molto marcate dietro il soggetto.
Per questi motivi è necessari usare flash appositi per la Macro, come il flash anulare. Oppure evitare direttamente l'utilizzo del flash.
Inoltre bisogna stare attenti al tipo di oggetto che si ritrae, perchè nel caso di oggetti riflettenti si creano ombre nette, compensabili solo con luci soffuse e non flash.
Curare la profondità di campo.
Nella macro la profondità di campo si accorcia in proporzione alla ravvicinata distanza tra fotocamera e soggetto: è importante quindi usare un diaframma molto chiuso in modo da limitare la tendenza delle parti estreme del soggetto a risultare sfuocate.
Quindi ci vuole una forte sorgente di luce e si consiglia di impostare la fotocamera su modalità a priorità diaframma, in modo da controllare la nitidezza.
Meglio utilizzare il cavalletto.
E' un accessorio quasi indispensabile in macrofotografia, perchè inquadrare un campo di ripresa così piccolo impone una fortissima stabilità, spesso possibile solo grazie all'utilizzo del cavalleto. Inoltre l'utilizzo di diaframmi chiusi comporta tempi di posa elevati, quindi ogni minimo movimento è amplificato e disturba il risultato.
La lenti addizionali. 
Per ingrandire il soggetto senza essere costretti ad acquistare un obiettivo ad hoc si possono utilizzare, con le fotocamere compatibili, le lenti addizionali da avvitare davanti all'obiettivo. Sono il sistema più semplice ed economico anche se non sempre i risultati sono apprezzati dai professionisti. In alternativa si possono utilizzare anche i tubi e i soffietti di prolunga che servono per allontanare l'ottica dal corpo macchina aumentando l'ingrandimento.

Una delle attrezzature più importanti per effettuare una buona macro è sicuramente l'obiettivo, che rimane sempre lo strumento fondamentale per la qualità della fotografia.

Compatte. Quelli normalmente montati sulle fotocamere compatte sono degli zoom con escursione compresa fra il medio grandangolare e il medio teleobiettivo. Sono studiati per dare i migliori risultati nella fotografia di tutti i giorni, come quella di paesaggio o di ritratto. La loro escursione di messa a fuoco è generalmente regolata in modo da permettere all'autofocus di rendere nitido un soggetto compreso fra qualche decina di centimetri e l'infinito fotografico, che consiste nella distanza verso l'orizzonte di un paesaggio. Quando si vuole focheggiare un soggetto posto più vicino alla macchina, solitamente si deve attivare il programma denominato "Macro" e spesso rappresentato dall'icona di un fiore. Questa modalità di scatto, oltre a impostare il diaframma e il tempo di posa, fa in modo che le lenti interne dello zoom si pongano in una precisa posizione che permette di mettere a fuoco oggetti a breve distanza, perdendo la messa a fuoco a distanze maggiori e all'infinito.
Reflex. La posizione macro degli obiettivi zoom venduti a corredo della macchina, che in generale corrisponde a una foto close-up, è adatta per iniziare e "farsi le ossa": quando si sarà acquisita la necessaria pratica si potrà pensare a qualcosa di più specifico. Le fotocamere reflex hanno corredi ottici con obiettivi specifici per macrofotografia, in grado di arrivare al rapporto di ingrandimento 1:1, quello in cui il soggetto della foto appare sul fotogramma proprio nelle sue dimensioni reali. Questi obiettivi sono progettati specificatamente solo per questo genere di foto e hanno una qualità di immagine elevatissima. Sono generalmente degli obiettivi a focale fissa. L'alternativa più comune all'acquisto di un'ottica dedicata è quella di utilizzare un normale obiettivo e dotarlo di un accessorio come un filtro close-up, un tubo di prolunga o un soffietto per macrofotografia, in modo da aumentare il rapporto di ingrandimento.

La seconda "attrezzatura" più importante per una perfetta macro è la luce e di conseguenza la nitidezza.

La luce infatti è la caratteristica principale della fotografia in generale e soprattutto della macrofotografia.
Ci sono accorgimenti utili quando si fotografa piccoli oggetti, ma non regole precise.
Utile potrebbe essere scegliere fra uno schema laterale, con ombre nette e forti contrasti, e una luce frontale diffusa priva di ombre e con minor rilievo tridimensionale. Quando si desidera eseguire uno schema di luce laterale si deve avere l'accortezza di dosare la luce di schiarita con un pannello posto dalla parte opposta alla luce principale. Avvicinandolo o allontanandolo si può dosare il suo effetto, ottenendo quindi una maggiore o minore esaltazione della tridimensionalità del soggetto.
Esiste poi una macro più artistica, in cui si prediligono forti contrasti, perdendo consapevolmente chiarezza di particolari, dando più importanza alla tridimensionalità.
Oltre alla luce giusta, la macrofotografia viene largamente apprezzata se nitida e se ogni particolare è facilemente visibile e dettagliato
Il trucco in questo caso è regolare la sensibilità minore possibile in base alle condizioni di luce, per evitare grane o rumori.
Non in tutte le foto però questo utile: in un primo piano viso, metterebbe in risalto anche i piccoli difetti cutanei.

Help

Close up :  è una fotografia scattata focalizzandosi sul soggetto, mettendo a fuoco molto da vicino e riproducendo il soggetto con dimensioni pari o addirittura superiori.
Flash anulare: Tipo di flash costruito con un tubo rotondo che genera luce intorno all'obiettivo, in modo da evitare ombre. Spesso però appiattisce i soggetti. Un'alternativa utile è usare due piccoli flash collegati in automatismo ai lati dell'obiettivo, usandone uno come luce principale e l'altro come luce di schiarita.
Ottica Fissa: Viene definito in questo modo un obiettivo non zoom che ha una sola lunghezza focale. In questo caso il suo angolo di campo è fisso.

Letizia G.

Fonti : "Manuale di Fotografia "  .

lunedì 7 marzo 2011

LEZIONI DI FOTOGRAFIA_ nr.01 Introduzine alla fotografia

La materia prima del fotografo è la luce. È attraverso la luce che noi possiamo vedere le cose, nella loro forma e nei loro colori, valutarne la dimensione e la distanza. La luce è energia, in particolare essa è una radiazione elettromagnetica. Essa ha la stessa natura delle onde radio, delle microonde, dei raggi X e dei raggi g (gamma), e differisce da queste cose solo per la lunghezza d'onda (o per la frequenza). La luce è caratterizzata da:
La riflessione.
Si considerano due tipi fondamentali di riflessione:

a - quella su una superficie ruvida o opaca (per esempio un pezzo di carta, un muro, una stoffa...),
b - quella su una superficie perfettamente levigata o lucida (per esempio uno specchio, un metallo liscio e lucidato).

a - Riflessione su una superficie opaca:
In questo caso noi osserviamo che il raggio incidente, dopo avere incontrato la superficie opaca, viene rimbalzato in tutte le direzioni. E' per questo motivo che, anche stando all'ombra, possiamo essere illuminati. Infatti la luce, pur non potendo raggiungerci con un cammino diretto dalla sua fonte (per esempio dal sole), ci raggiunge indirettamente dopo essere stata rimbalzata dalla superficie degli oggetti (per esempio il suolo, le case, le pareti, gli alberi...). Il fenomeno della riflessione sulle superfici non lucide è utilizzato spesso dal fotografo per fornire una illuminazione morbida, ovverosia capace di creare delle ombre che non siano troppo nette e dei contrasti attenuati. A volte questa luce risulta migliore di quella diretta che dà ombre dure e contrasti violenti fra zone troppo chiare e zone troppo scure.


b - Riflessione su una superficie lucida:
In questo caso noi osserviamo che il raggio incidente, dopo avere incontrato la superficie opaca, viene rimbalzato in una sola ben precisa direzione.

La legge della riflessione si enuncia così: l'angolo di incidenza e l'angolo di riflessione sono sempre uguali. Naturalmente per angolo di incidenza si intende quello fra il raggio incidente e la verticale, mentre per angolo di riflessione si intende quello fra il raggio riflesso e la verticale.

LA RIFRAZIONE
Il secondo fenomeno fisico grazie al quale si ha una deviazione del cammino rettilineo di un raggio di luce è la rifrazione, che si verifica quando un raggio di luce passa da una sostanza trasparente ad un'altra (per esempio quando un raggio di luce si muove prima nell'aria e poi nel vetro, oppure prima nell'aria e poi nell'acqua). Se osserviamo la figura possiamo notare che l'angolo di rifrazione r1 è inferiore all'angolo di incidenza i1 e che il raggio di luce, dopo avere attraversato la superficie che separa l'aria dal vetro, si è avvicinato alla verticale. Le cose non vanno sempre così, ci sono situazioni in cui il raggio rifratto invece di avvicinarsi alla verticale se ne allontana. E' il caso in cui la luce passa da un mezzo più denso ad uno meno denso.

a - se un raggio di luce passa da un mezzo meno denso ad uno più denso si avvicina alla verticale (dall'aria all'acqua o dall'aria al vetro)

Attenzione: le lenti più potenti sono quelle che hanno il fuoco molto vicino alla lente stessa, ovverosia che hanno una piccola lunghezza focale e non, come si potrebbe pensare, quelle che hanno una grande lunghezza focale.

LE LENTI DIVERGENTI
Nella illustrazione, sulla sinistra della lente osserviamo un fascio di raggi paralleli, si tratta della luce incidente. A destra invece, osserviamo i raggi che, dopo avere attraversato la lente, sono stati deviati in modo da allontanarsi l'uno dall'altro, ovverosia da divergere.



 LE LENTI CONVERGENTI 
Le lenti sfruttano il fenomeno fisico della rifrazione e deviano i raggi di luce in un modo molto particolare. Nella illustrazione, sulla sinistra della lente osserviamo un fascio di raggi paralleli, si tratta della luce incidente. A destra invece, osserviamo i raggi che, dopo avere attraversato la lente, sono stati deviati in modo da andare a convergere tutti quanti in un punto detto fuoco (focus), che è situato su un piano detto piano focale (focal surface). Questa è la lente convergente o biconvessa. Essa è caratterizzata da una certa distanza fra il fuoco e la lente stessa, tale distanza si chiama lunghezza focale (focal lenght) ed è normalmente indicata con una lettera "elle".

a - intensità, da cui dipende la luminosità (esempio: una candelina emette una luce debole, poco intensa o luminosa, mentre un faro emette una luce forte, molto intensa o luminosa),
b - lunghezza d'onda (o frequenza), da cui dipende il colore (esempio: una luce rossa ha lunghezza d'onda maggiore di una luce verde).

La luce, nel vuoto e nei materiali trasparenti, si propaga in linea retta. Ci sono situazioni in cui il cammino rettilineo di un raggio di luce può essere deviato, si tratta dei seguenti fenomeni fisici:

a - riflessione, ogni qual volta la luce incontra un materiale su cui rimbalza,
b - rifrazione, ogni qual volta la luce passa da un mezzo trasparente ad un altro mezzo trasparente (per esempio un raggio di luce che prima attraversa aria e poi acqua, o vetro, o plastica, ecc...).

Siena Ampugnano

        

istintofotografico.

La fotografia mi sembra una delle passioni più speciali del mondo.

Ho pensato di creare un blog per condividere tutto questo con l'intero world wide web .

Insieme al mio compagno di merende, posterò foto, link, news, info e servizi di ogni genere.

E mi piace finire con :

♥ work in progress ♥


Letizia